Dialetti. In Regione risoluzione Pd per promuoverli e diffonderli tra i giovani e non

Giovedì 7 Settembre 2017 - Faenza, Romagna Faentina
Illustrazione di Flavio Montelli, pubblicata su La Voce di Romagna del 25 settembre 2011

Rontini (Pd): “Anche per coloro che li capiscono ma non li parlano, servono azioni mirate per preservarne la conoscenza” - Per la Lega si deve fare di più

“Certe cose succedono solo in dialetto. Ad affermarlo era Raffaello Baldini, punto di riferimento indiscusso della poesia romagnola. Noi quelle cose non vogliamo perderle. È per questo che sono soddisfatta del voto positivo, ricevuto oggi in Commissione, sulla risoluzione che avevo presentato per confermare e approfondire l’impegno della nostra Regione in difesa dei dialetti” commenta la consigliera regionale Pd Manuela Rontini, prima firmataria del documento. 

“Riconosciuti ormai universalmente come un pezzo importante della cultura di un territorio, in grado di raccontare, meglio di tante altre fonti, le tradizioni e le radici profonde di un popolo, i dialetti rischiano di essere persi. – è l’allarme della consigliera regionale che raccoglie quanto evidenziato dall’Unesco – Per questo abbiamo impegnato la Giunta a sostenere campagne di sensibilizzazione che spieghino alle generazioni di chi li comprende ma ormai non li parla più, i rischi che i dialetti stanno correndo e il loro ruolo fondamentale nella nostra storia e, pensiamo, anche per il nostro futuro”.

 

“L’impegno dell’Emilia-Romagna sul fronte dei dialetti è radicato nel tempo. La prima legge regionale risale al 1994, con un’attenzione cresciuta fino alla legge 16 del 2014 che prevede iniziative di concerto con le scuole e un bando annuale rivolto ad associazioni e compagnie teatrali dialettali per sostenere manifestazioni, spettacoli e produzioni artistiche volte alla loro valorizzazione” ricorda Rontini. “Il processo di estinzione dei nostri dialetti non è irreversibile, ma richiede uno sforzo ancora più stringente, sia in termini progettuali che economici. L’alternativa a questo impegno è la perdita di lingue che portano con sé la cultura di un luogo e di una comunità. Un rischio – conclude la consigliera – che non vogliamo correre: la Regione, anche per il tramite dell’Ibc, continuerà ad impegnarsi perché questo non avvenga”. 

 

LEGA NORD: SUL DIALETTO SI DEVE FARE DI PIÙ

«Giudichiamo positivamente il fatto che il Partito Democratico abbia capito l’importanza e il valore della nostra risoluzione, per la difesa dei dialetti locali e delle tradizioni che rappresentano. Tuttavia, in merito alla legge vigente, si può e si deve fare di più, a cominciare dalle scuole». Commentano così il passaggio in Commissione Cultura del provvedimento sulla tutela delle parlate locali, i consiglieri Andrea Liverani (primo firmatario della risoluzione) e Matteo Rancan. Un documento sottoscritto dall’intero gruppo consigliare guidato da Alan Fabbri, che punta ad agire trasversalmente per la difesa e la tutela delle identità locali. «Promuovendo quelle associazioni ed istituzioni – avvertono Liverani e Rancan – che difendono le identità territoriali, le tradizioni, le parlate, per non disperdere un patrimonio storico importantissimo».

Esiste attualmente una legge (la numero 16 del 2014) che tuttavia viene giudicata dalla Lega Nord insufficiente e scarsamente efficace. Esiste, a tale proposito, un progetto di legge del 2013, fermo in VII Commissione in Parlamento, depositato dall’onorevole Gianluca Pini. «Nella sostanza, questo nostro disegno di legge chiede che il dialetto romagnolo sia riconosciuto come di pari valore rispetto alle lingue parlate dalle minoranze, nelle Regioni a statuto speciale, così come rispetto al Sardo o al Friulano. Il Romagnolo – aggiunge Liverani – possiede un proprio vocabolario completo ed una sua sintassi, quindi è giusto riconoscere quella che rappresenta una lingua locale a tutti gli effetti». 

«Era nostra intenzione – concludono Liverani e Rancan – modificare un testo del Pd che giudicavamo carente, perché da sempre il Carroccio ritiene fondamentale difendere le identità locali. Mentre ora i democratici si sono scoperti “tradizionalisti”, in una strana coincidenza con la “riscoperta” vena autonomista del governatore, Stefano Bonaccini. A differenza del Pd, però, la Lega era autonomista e federalista dai tempi delle sue origini. Non scopriamo l’acqua calda oggi, all’alba del 2017» conclude il Gruppo Lega Nord Emilia-Romagna.

Commenti

Perché non vedi il tuo commento? Leggi le policy.
  • A dire il vero sono i leghisti che si sono (finalmente!) scoperti interessati alla salvaguardia e valorizzazione dei dialetti: il nostro testo è stato depositato ad ottobre 2016, il loro questa mattina in Commissione. Ma ci fa piacere registrare la loro convergenza su un tema su cui la Regione Emilia-Romagna è da tempo impegnata, con progettualità e risorse.

    07/09/2017 - Manuela Rontini



Trascorsi 10 giorni dalla pubblicazione di un articolo non è piú possibile inviare commenti.