LA POSTA DEI LETTORI / L’ANPI di Faenza dice NO a un’altra “Marcia su Roma”

Giovedì 5 Ottobre 2017 - Faenza

Il 28 ottobre 1922 quella che fu chiamata “La marcia su Roma” segnò l’ascesa al potere del fascismo con la violenza e la sopraffazione. Mettendo in atto un’intollerabile provocazione, i movimenti neofascisti si propongono, dopo 95 anni, di ripeterla. E’ quella una data che evoca ricordi tragici per le nefaste conseguenze che ne seguirono: soppressione delle libertà e dei diritti, carcere e torture per migliaia di italiani, guerre, milioni di morti.

 

L’ANPI di Faenza condivide l’appello lanciato in questi giorni dall’ANPI nazionale per una grande mobilitazione in tutte le piazze volta a contrastare con fermezza quell’iniziativa, per ricordare e spiegare ai cittadini, ai giovani soprattutto, cosa rappresentano il 28 ottobre e il ventennio fascista nella storia d’Italia. Non si può permettere lo svolgimento di questa manifestazione. Essa si inserisce in un clima di provocazioni, di intolleranza e di razzismo che deve allarmare tutte le forze democratiche e antifasciste.

 

Quanto sta avvenendo nel nostro Paese si inquadra inoltre in un contesto europeo e internazionale quanto mai preoccupante, lo dimostrano i recenti risultati elettorali in Germania. Le istituzioni pubbliche devono vietare che la nuova “Marcia su Roma” abbia luogo. E’ infatti loro compito e dovere primario quello di pretendere e assicurare il rispetto della Costituzione nei suoi contenuti profondamente democratici e antifascisti. Peraltro non occorre la ricerca di chiare e particolari motivazioni per intervenire, essendo manifesto che il riferimento al 28 ottobre è – di per sé – un evidente atto di apologia del fascismo, repressa dalle leggi vigenti e respinta dall’intero contenuto della Costituzione.

 

L’ANPI di Faenza fa appello a tutte le forze democratiche, ai partiti, ai sindacati, alle associazioni e ai cittadini affinché prendano posizione apertamente contro l’escalation neofascita e razzista cui si sta assistendo nel Paese. Invita in particolare i Consigli comunali a votare documenti non solo contro l’aberrante iniziativa che si intende realizzare, ma anche contro ogni tentativo di inquinamento della nostra democrazia col rischio effettivo di un grave peggioramento delle condizioni complessive della convivenza civile. Abbiamo assistito a troppe manifestazioni neofasciste, si leggono sul web cose raccapriccianti per il loro contenuto e il loro significato.

 

E’ dovere di tutti coloro che hanno a cuore le sorti della democrazia non solo farsi sentire, ma usare gli strumenti dell’informazione, del confronto fermo e pacato, della conoscenza storica e culturale per far vivere la memoria. Ciò va fatto soprattutto nei confronti di quanti non hanno vissuto o non conoscono la tremenda esperienza del fascismo, per rendere evidente che siamo di fronte ad un vero, autentico e grave pericolo per la democrazia e il futuro di tutti.



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