Comitato Pediatria: Cosa si sta facendo per salvaguardare il punto nascita dell’Ospedale di Faenza?

Lunedì 6 Novembre 2017 - Faenza

Il Comitato "Giù le mani dalla Pediatria" Faenza con una nota richiama ancora l'attenzione sul tema che gli è caro e ricorda come meno di un mese fa in "un incontro nella sala del consiglio a Faenza con i consiglieri della Romagna Faentina, il Direttore AUSL Marcello Tonini, si è esposto più volte a favore del mantenimento e potenziamento del punto nascita di Faenza, reparto indispensabile per la popolazione Faentina e di tutto il territorio circostante." 

Anche l’assessore Venturi durante il Question Time in Regione si era esposto tranquillizzando i cittadini circa l’ipotesi di chiusura o depotenziamento del reparto faentino. Ma poi si sa come vanno a finire queste cose della politica, dice in sostanza il Comitato: "si promette una cosa ma se ne fa un'altra". Il Comitato riporta anche alcune testimonianze "cosi come ci sono arrivate" che avvalorano la tesi sostenuta e il sospetto che il Punto nascite non venga difeso, anzi.

Caso N. 1: "Sono un’Ostetrica che da anni lavora presso il Punto Nascita dell'Ospedale di Faenza. Negli anni abbiamo vissuto tanti cambiamenti e tanto turn over di Personale Medico ed Ostetrico. Ma devo ammetterlo, oggi ci hanno davvero tolto la possibilità, e aggiungo, l'entusiasmo di assistere alle nascite dei nostri bambini nella maniera più naturale e magica che esiste, nel rispetto delle diversità e delle situazioni... oggi, molte donne e sempre di più, sono costrette a scegliere di partorire in un altro ospedale, in un'altra situazione... perché vigono Protocolli e Nuove Linee Comportamentali che vietano la nascita a Faenza per certi casi diciamo così "a rischio".

 

Caso N. 2: "Sono una mamma di Faenza, ho 36 anni e 4 figli. Ho sempre avuto gravidanze fisiologiche e parti spontanei. Anche la mia ultima gravidanza, seguita dal consultorio era una gravidanza fisiologica e a basso rischio. Ma quando sono andata all'ospedale di Faenza, questo ottobre, per la visita della gravidanza a termine, con mio grande stupore e delusione, mi hanno detto che non avrei potuto far nascere la mia bimba a Faenza, e sarei dovuta andare a Forlì o Ravenna. Per le nuove procedure ero classificata come parto a rischio per il solo fatto di essere al 4° parto e avevo un possibile rischio di emorragia post partum. Ho quindi vissuto le ultime settimane di gravidanza con grande ansia, perché logisticamente andare a Forlì era molto difficoltoso..."

Caso N. 3: "Sono una mamma, mi sono trovata a partorire a Ravenna, perché indirizzata lì dall'ospedale di Faenza. Ecco tornassi indietro neanche per idea... Il reparto è sovraffollato... Le povere ostetriche corrono da una parte all'altra e non hanno il tempo di dedicarsi ad una mamma che in quel momento avrebbe tanto bisogno di loro. Mentre il reparto di Faenza così piccolo ma accogliente con personale qualificato e gentile non è per niente valorizzato. Perché non puntare su un reparto come quello di Faenza? Non capisco..."

E così via. Da queste testimonianze riportate dal Comitato in forma anonima, per rispetto della privacy immaginiamo, prende spunto una nota durissima di Tiziano Cericola e di Rinnovare Faenza per attaccare Sindaco e Giunta. "I dirigenti dell'ASL fanno chiacchiere tranquillizzanti (anche in Consiglio comunale), ma poi in realtà operano per uno scopo preciso, che è quello di ridurre ai minimi termini il nostro Ospedale. - dice Cericola - Ho chiesto al Sindaco di riferire urgentemente sullo stato della vicenda nel prossimo consiglio comunale del 13 novembre. La situazione è molto grave per cui ci sono due spiegazioni: a) il Sindaco è stato preso in giro dall'ASL e dalla Regione e si è bevuto le loro assicurazioni; b) il Sindaco sa benissimo che il punto nascite verrà chiuso ed è connivente con l'ASL e con la Regione per chissà quali altri scambi di favori."



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