Chiamano aiuto per un incendio ma in casa gli trovano una serra di "maria": due arresti a Casola

Giovedì 16 Novembre 2017 - Casola Valsenio
Le piante di marijuana sequestrate grazie all'ausilio delle barelle dei Vigili del Fuoco

Ieri mattina, mercoledì 15 novembre, alle 7.30 circa presso i Carabinieri di Casola Valsenio è arrivata la telefonata di un ristoratore della zona di Palazzuolo sul Senio segnalante che, presso una villetta alle pendici dell’Appennino, in una zona molto isolata in località Sommorio, era divampato un incendio. 

 

Il ristoratore l’aveva saputo direttamente dai due inquilini che, non potendo comunicare diversamente poiché in quel luogo non prendeva il telefono, avevano raggiunto con l’auto il ristorante dell’uomo per dare l’allarme. I carabinieri di Casola hanno immediatamente avvisato i Vigili del Fuoco del distaccamento di Casola Valsenio, informando anche i carabinieri di Faenza. Giunti alla villetta, difficilmente raggiungibile dai mezzi a causa della neve alta 40 centimetri, i Carabinieri e i Vigili del fuoco di Casola sono riusciti a domare le fiamme che erano partite da un garage attiguo all’abitazione, distrutto dall’incendio ma risultato essere l’unica parte di stabile ad essere danneggiata.

 

Nel ricostruire la dinamica dell’incendio, i militari e i Vigili hanno notato due fili, responsabili del corto circuito che lo aveva provocato, che dalla finestra del garage portavano alle finestre al piano superiore della villetta e da lì entravano all’interno dell’abitazione. Insospettiti, i militari hanno eseguito un’ispezione del locale in cui confluivano i fili: non appena giunti al piano superiore della casa hanno subito sentito un forte odore di marijuana, trovandosi di fronte due stanze con finestre completamente oscurate da teli neri. I fili in questione si sono poi rivelati essere quelli che alimentavano sia un impianto di illuminazione con lampade riscaldanti sia un impianto di areazione. Coltivate in questa serra domestica c’erano 98 piante di cannabis, ognuna nel suo vaso e alte circa 1 metro e 20.

 

Scattata la perquisizione, negli altri locali della villetta sono stati recuperati termometri, termostati e concimi di varia natura, tutti elementi che denotavano la complessa strutturazione della serra. Su vari scaffali sono anche stati recuperati 200 grammi marijuana già essiccata, sequestrata insieme alle piante e a tutto l’armamentario per la coltivazione. A causa della neve alta che impediva ai mezzi di arrivare fin sotto alla villetta, è stato difficile recuperare il materiale da sequestrare: molto utile si è rivelata dunque la collaborazione con i Vigili del fuoco che, mettendo a disposizione le loro barelle, hanno consentito il trasporto dalla villetta ai mezzi dei carabinieri delle piante di marijuana, poi portate in caserma a Casola Valsenio.

 

I due inquilini della villetta sono stati arrestati per il reato di coltivazione e detenzione illecita di sostanze stupefacenti in concorso: si tratta di un 50enne originario di Calderara di Reno che, da circa un anno, aveva preso in affitto la villetta, dove viveva isolato, e di un 33enne, figlio della ex compagna dell’uomo e da lui ospitato per qualche giorno, anch’egli delle parti di Calderara. La dottoressa Ciriello ha poi disposto di tenerli in camera di sicurezza per la notte presso i Carabinieri di Faenza, e questa mattina sono stati portati in tribunale dove il giudice ha convalidato l’arresto e rinviato il processo in un secondo tempo. Come misure cautelari al cinquantenne il giudice ha dato l’obbligo presso i carabinieri di Casola Val segno due volte alla settimana.



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