Sentiero delle Ginestre a Faenza, Legambiente: "Tra errori ed orrori, ora ripiantiamo 300 alberi"

Sabato 18 Novembre 2017 - Faenza

L'associazione ambientalista parteciperà all'iniziativa "300 alberi in più a Faenza", organizzata per domenica 19 novembre, e spiega il suo punto di vista sulla bonifica dell'ex cava Salita di Oriolo

Il Circolo Legambiente di Faenza aderisce all’iniziativa “300 alberi in più a Faenza” organizzata dall’Associazione Fuori dal Coro, in collaborazione con il Servizio giardini del Comune di Faenza, che si svolgerà domenica 19 novembre al Parco “sentiero delle ginestre” di Oriolo. "Il luogo - spiegano dall'associazione ambientalista - induce alcune considerazioni sulle sue attuali condizioni ambientali, effetto degli interventi di bonifica della ex cava Salita, realizzati tramite un progetto che aveva l’obiettivo del recupero naturalistico dell’area. L’attuale parco, inaugurato nella primavera 2005, è invece il risultato di una serie di errori che contrastano con la finalità naturalistica del progetto".

 

"Il nome stesso del parco denota casualità - aggiungono -: le ginestre sono piante che nelle nostre zone crescono prevalentemente su terreni aridi e argillosi come i calanchi; qui invece il parco sorge su un terrazzamento di sabbie gialle che, prima della cava, era ricoperto da un bosco di querce e castagni. Il recupero naturalistico di una cava prevede il mantenimento di uno o più tratti di pareti scoperti dall’escavazione; un motivo è quello didattico, al fine di leggere la stratigrafia del suolo e quindi la storia geologica della zona".

 

"Un altro scopo - continuano - è legato alla conservazione di specie faunistiche che possono utilizzare la parete di sabbia per nidificare: è il caso dei gruccioni, uccelli coloratissimi, che dalla fine anni '80 iniziarono a scavare i loro nidi proprio sulle pareti di cava Salita. L’unica parete sabbiosa rimasta, fitta di nidi, fu ruspata durante i lavori di movimento terra per la realizzazione del parco!".

 

"Tra le varie “stranezze” di questa bonifica - continua il lungo richiamo di Legambiente -, oltre la collocazione delle ginestre, c’è una torre di avvistamento, inutile in uno spazio così ristretto: le osservazioni, per non arrecare disturbo alla fauna, richiedono distanze più lunghe ed inoltre i nidi dei gruccioni furono distrutti. Lungo la strada comunale, a lato del parco, furono piantate decine di querce che si seccarono, nonostante la presenza di un impianto d’irrigazione (tra l’erba sono ancora visibili i resti dei tubi e i pozzetti di alimentazione); le querce furono ripiantate una seconda volta, ma subirono la stessa fine".

 

"Il progetto del finto recupero naturalistico aveva perso di vista i due punti di forza, della diversità ambientale del luogo - commentano -: i gruccioni e la natura geologica del sito, che per la sua importanza, è censito dalla Regione Emilia Romagna. Un sito straordinario per la ricerca paleontologica: nel 1987 venne ritrovato il cranio di un antenato del mammut, che insieme ad altri reperti di animali scomparsi, come bisonti e rinoceronti, è esposto nel Museo di scienze naturali. Se il progetto di bonifica della cava aveva maldestramente sistemato l’area sottovalutando natura e storia, la più recente installazione di un percorso salute abbandona la finalità naturalistica del recupero del luogo e della sua fruizione".

 

"Nell’attrezzare l’area - proseguono dall'associazione ambientalista - si sono addirittura sostituiti i cartelli esistenti che illustravano, in forma semplice, la geologia, i caratteri ambientali, il ritrovamento del mammut. Con l’idea di attrarre visitatori si è commesso un ulteriore errore: i percorsi salute sono attrezzature tipiche da area verde urbana. Negli ambienti naturali è già possibile fare attività motoria in modo spontaneo, senza attrezzature: è la pratica del camminare".

 

"Si ignora la vera “natura” del luogo e si sta trasformando un sito da rinaturalizzare in un’area verde attrezzata di città - concludono da Legambiente -, estranea rispetto al contesto ambientale. Per valorizzare il parco dell’ex cava Salita occorre intraprendere un vero percorso di recupero naturalistico i cui obiettivi sono: tutela e crescita della biodiversità del luogo, educazione e comunicazione ambientale, cura e manutenzione costante. Tra i primi ed economici interventi si propongono il ripristino della cartellonistica su natura e storia (più ricca di contenuti rispetto la precedente), la bonifica di elementi di degrado come le staccionate marcescenti e la rimozione della inutile torretta d’avvistamento". 



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