Alunni della Gulli di Faenza incontrano il sindaco dopo un progetto di educazione alla cittadinanza

Martedì 28 Novembre 2017 - Faenza

Gli hanno presentato i risultati del percorso "Conosci il tuo Comune", che li ha visti protagonisti tra partiti, programmi, elezioni e cura della collettività

Lunedì 27 novembre, a conclusione del progetto “Conosci il tuo Comune”, i ragazzi della 5^ A della scuola primaria “Gulli”, accompagnati dalle insegnanti e da un gruppo di genitori e nonni, hanno incontrato il sindaco di Faenza, Giovanni Malpezzi, nella sala del Consiglio comunale. I bambini hanno esposto al sindaco le tappe del percorso di educazione alla cittadinanza attuato nella loro scuola per il potenziamento della competenza civica.

 

“Siamo partiti – hanno detto i bambini- dallo studio dello Stato Italiano sul libro di testo, dopodiché ci siamo concentrati sull'ente locale più piccolo: il Comune. Ci siamo divisi in 6 gruppi, cioè 'partiti', ed abbiamo scelto un simbolo ed un candidato sindaco per ciascun gruppo. Poi ci è stato assegnato il compito di osservare la nostra città per scorgervi punti di forza e di debolezza".

 

"All'interno di ogni gruppo - hanno aggiunto i bambini - ci siamo quindi soffermati a riflettere sulle cose da migliorare, proponendo delle possibili soluzioni. Le  idee di ogni gruppo hanno costituito il relativo programma elettorale. A questo punto abbiamo organizzato le elezioni di classe ed abbiamo così eletto il nostro sindaco e il nostro consiglio. Il sindaco ha poi nominato la sua giunta, composta da cinque assessori, ognuno con incarichi precisi. Prima, però, ciascun partito aveva approfondito un organo del Comune e aveva esposto alla classe l'argomento studiato".

 

"Successivamente - hanno argomentato gli studenti -, ogni lunedì abbiamo organizzato in classe le assemblee del Consiglio che, in base ai problemi individuati nella scuola o nella città, discuteva su possibili proposte o soluzioni. Infine ogni gruppo ha realizzato delle carte con delle domande sulle tematiche affrontate.
Ognuno di noi ha anche realizzato dei disegni di una parte di Faenza o delle sue capagne. Il tutto è confluito in un gioco di società intitolato “GioCOmune”. Il titolo sta a significare che tutto ciò che sappiamo o che sappiamo fare lo mettiamo a disposizione della comunità”.

 

Alla fine del percorso i bambini hanno incontrato il sindaco, mostrandogli il gioco prodotto e ponendogli svariate domande sul funzionamento del Comune. Malpezzi, dopo avere risposto alle loro domande, ha donato ai ragazzi un libro illustrato sulla Costituzione. L'incontro si è concluso con una visita alle sale di rappresentanza del Comune e con una foto sul loggiato esterno.

 

“La cosa che mi è piaciuta di più - afferma Christian, uno degli alunni - è stata lavorare in gruppo e mettersi d'accordo su chi dovesse candidarsi alla carica di sindaco. Il nostro gruppo ha scelto il proprio candidato, in base a chi aveva le idee migliori”. “A me è piaciuto fare le elezioni di classe - spiega Francesco -, perché ho potuto votare, come fanno gli adulti! Inoltre anch'io ero uno dei candidati – sindaco e, da grande, mi piacerebbe candidarmi per davvero!”.

 

“A me è piaciuto tutto il percorso svolto - afferma Aurora -, perché abbiamo avuto la possibilità di esprimere le nostre opinioni, discuterle e metterci d'accordo e fare “gioco di squadra” all'interno dei partiti”. “Noi ci siamo divertiti - aggiungono Maddalena e Pietro - perché abbiamo aiutato i nostri candidati a farsi eleggere, preparando la loro campagna elettorale”. “A  noi, invece, è piaciuto preparare le domande per il gioco e giocarci insieme ai nostri compagni”, affermano Violante ed Enea.

 

In conclusione, al di là dei contenuti appresi, legati alla propria città, ciò che ha caratterizzato questo percorso è stata una metodologia basata sul cooperative learning e sulla discussione collettiva. I bambini hanno vissuto e sperimentato l'importanza del prendere decisioni, del negoziare idee e proposte, del cooperare per un fine comune. Hanno imparato cosa significhi essere cittadini consapevoli ed attivi. E, soprattutto, hanno dimostrato interesse e cura per le proprie comunità di appartenenza: quella scolastica e la propria città.



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