Una targa in memoria delle donne di Castel Bolognese protagoniste della vicenda dell'agosto 1917

Venerdì 15 Dicembre 2017 - Castel Bolognese
Donne mentre puliscono cartucce a Villa Contri in Bologna, 1915-1918 Museo Civico del Risorgimento di Bologna

Sabato 16 dicembre, nel Chiostro della residenza comunale alle ore 9.30, inaugurazione della targa dedicata alle concittadine che nel 1917 che si presentarono dal sindaco per ottenere la diminuzione del prezzo della farina

L'Assessorato alle Politiche e cultura di genere del comune di Castel Bolognese con l'iniziativa "Donne: pane e pace", nei giorni 16 e 22 dicembre, desidera ricordare la rivolta delle donne castellane dell’agosto 1917, durante la Grande Guerra. Il 16 e il 17 agosto le donne si presentarono in comune per ottenere la diminuzione del prezzo della farina e richiedere al sindaco il ritorno a casa dei loro uomini impegnati in battaglia; gli animi si scaldarono e il 17 agosto fu arrestata Francesca Anconelli, poi scarcerata, su interessamento del deputato Umberto Brunelli.


Non contente delle promesse del sindaco, la domenica 19 agosto, alle ore 10, in piazza, quasi un migliaio di donne cercarono di entrare in Comune e al grido di “abbasso la guerra, viva la pace”, si scontrarono con i carabinieri e con le forze di polizia. Il bilancio fu di tredici persone arrestate, undici donne e due ragazzi, e di altre sedici donne denunciate a piede libero. Con sentenza del 24 settembre 1917 tutti gli imputati, ad eccezione di Dorina Trerè, furono condannati con pene varianti fra i trentatré e gli ottantacinque giorni di carcere.

Le sedici donne denunciate a piede libero furono arrestate solo la domenica di Pentecoste dell’anno successivo; molte di esse furono graziate circa quaranta giorni dopo l’arresto, cioè dopo aver scontato circa la metà della pena. Questo avvenimento fu molto importante, vista la gravità del momento, e fu sicuramente uno dei pochi avvenuto nella provincia di Ravenna unitamente a quello di Massa Lombarda. (fonti: M. Montanari e E. Casadio, Diario massese della Grande Guerra / manoscritti inediti di Luigi Quadri, Edizioni Giornale di Massa, 2002; Angelo Nataloni e Andrea Soglia, Castellani oltre il Piave: il ricordo e la memoria, Faenza, Edit, 2006).

Sabato 16 dicembre, nel Chiostro della residenza comunale alle ore 9.30, inaugurazione della targa dedicata alle donne castellane protagoniste della rivolta dell’agosto 1917: saluti del sindaco Daniele Meluzzi e di Licia Tabanelli assessora alle Politiche e cultura di genere; alle ore 10.15, nella Biblioteca comunale Luigi Dal Pane, conferenza di Gian Luigi Melandri e Andrea Soglia su Le lotte delle donne nella Grande Guerra, con la partecipazione delle locali classi terze della Scuola secondaria di I grado.

Venerdì 22 dicembre, nel Teatrino del vecchio mercato alle ore 21, il concerto "Abbiamo combattuto e cantato" con il Coro delle mondine di Novi di Modena.

"Il Coro delle mondine di Novi, da qualcuno definito un Gruppo musicale “unico al mondo”, è costituito in parte da “vere mondariso”, la cui età si avvicina ed in alcuni casi supera gli ottanta, e da figlie e nipoti di mondine e donne che amano le tradizioni popolari e si impegnano affinché nulla di tutto questo vada perduto. Nasce nei primi anni Settanta da un’idea del maestro Torino Gilioli, una sera, in pullman, di ritorno da una gita. Come amava dire lui, si sa che in pullman, gli ultimi posti in fondo sono sempre occupati da quelli che hanno voglia di cantare e quel giorno, in quei posti c'era un gruppo di donne che avevano condiviso molte cose nella loro vita…Così, quasi per gioco, queste stesse donne si sono ritrovate di nuovo insieme a condividere un'altra esperienza: sono diventate il "coro delle Mondine".

Con la guida di Torino hanno imparato a cantare, in modo organizzato, quelle canzoni che loro stesse avevano inventato e cantato mentre lavoravano nelle risaie del Vercellese. All'inizio nel coro c'erano anche gli uomini, i "cavallanti" (coloro che in risaia distribuivano i mazzetti di piantine di riso che le mondine dovevano trapiantare), poi negli anni, per diversi motivi, gli uomini hanno smesso di cantare e sono rimaste loro, le donne. Bruscamente, tutto questo si è interrotto. Nell'autunno del 2000 il loro maestro le ha lasciate.

Anche la voglia di cantare le aveva lasciate. Dopo molti mesi di inattività, sostenute da amici, invitate da altri gruppi corali, hanno pensato che il loro maestro non avrebbe voluto che le loro voci cadessero nel silenzio e così, grazie alla forza ed alla preparazione musicale di una di loro, Maria Giulia Contri, sono “rinate”.
Si può ben dire che il coro, con le sue “canterine” che non conoscono la musica, di strada ne ha fatta veramente tanta. Con le loro voci “pulite e spiegate”, guidate solo dall’orecchio, queste donne sanno ottenere una coralità che commuove e coinvolge. Oggi il coro continua la sua meravigliosa avventura con l’impegno a ricercare sempre nuove espressioni musicali e con la consapevolezza che i valori e gli ideali che un tempo hanno consentito la conquista di diritti umani inalienabili, sono il vero patrimonio da trasmettere alle giovani generazioni. 


Informazioni: Servizio cultura e biblioteca, Biblioteca comunale “Luigi Dal Pane”, piazzale Poggi n. 6 - Castel Bolognese (Ravenna) - tel. 0546.655849 - 655827 - 655828.

 



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