Doppio appuntamento alla Casa del Teatro di Faenza, sulle orme di Raymond Carrer

Sabato 16 Dicembre 2017 - Faenza
Teatro Patalò

Sabato 16 dicembre alle 17 e alle 21

Sabato 16 dicembre doppio appuntamento alla Casa del Teatro. Raymond Carrer, lo scrittore americano, è il filo rosso che collega le proposte: alle 17 è in programma l'incontro con Riccardo Duranti, traduttore dell'opera omnia di Raymond Carrer, scrittore, poeta e saggista statunitense (1938 – 1988) ed è sempre Carrer che ha offerto lo spunto a Teatro Patalò - in scena alle 21 per lo spettacolo Rumore umano, preparato in Residenza nelle sale del Teatro.

L'incontro con Riccardo Duranti è pensato e dedicato agli amici scomparsi Guido Leotta e Giovanni Nadiani. Tratti nel cuore è il titolo della giornata a loro dedicata, perchè ogni anno ci si possa ritrovare nel loro ricordo a parlare di poesia, parole, libri.

ORE 17
incontro con Riccardo Duranti e Carrer,il maestro della narrativa breve.
Presenta Mario Giosa

Un momento in cui parlare di letteratura e traduzioni, in ricordo dell'impegno artistico di Guido e Giovanni - protagonisti della cultura faentina degli ultimi trent’anni -  che hanno dato vita con passione e coerenza, insieme a tanti altri, alla cooperativa TRATTI .

 

Riccardo Duranti, è traduttore, scrittore ed editore della Coazinzola Press, una piccola casa editrice indipendente che nasce dall’esigenza di condividere il piacere della lettura di testi per indagare nuove realtà da conoscere. Riccardo è traduttore dell'opera Omnia di Raymond Carver, (1938 – 1988) scrittore, poeta e saggista statunitense, un maestro della narrativa breve, un capostipite del minimalismo letterario americano.
Ha insegnato Letteratura Inglese e Traduzione Letteraria alla Università la Sapienza di Roma ricevendo il premio nazionale per la traduzione nel 1996 e il premio Catullo nel 2014. Oltre alla traduzione di Raymond Carver ha tradotto numerosi autori. Oggi vive sui Monti Sabini facendo l'editore. Conduce l'incontro Mario Giosa, traduttore e insegnante, collaboratore della rivistaTratti.


ORE 21
Teatro Patalò
RUMORE UMANO
di Isadora Angelini e Luca Serrani
con Isadora Angelini
regia e disegno luci Luca Serrani
cura del suono Luca Fusconi
spazio scenico a cura della compagnia con l'aiuto di Alberto Grilli
foto di scena Dorin Mihai
produzione Teatro Patalò
Studio scenico al termine della Residenza alla Casa del Teatro per il progetto Teatro Patalò • 3 Movimenti
Progetto Interregionale di Residenze Artistiche realizzato con il contributo di Teatro Due Mondi, MiBACT, Regione Emilia Romagna.

Al termine della lunga residenza artistica alla Casa del Teatro, primo avvicinamento a Rumore umano, la prossima produzione del Teatro Patalò. Si tratta di uno studio sulla scrittura e la messa in scena, sulla traduzione di parole, sentimenti e ricordi in linguaggio e poi da un linguaggio a un altro linguaggio. Il titolo dello spettacolo è una citazione da Raymond Carrer, preso come punto di partenza.

 

Posso sentire il battito del cuore di altri esseri umani? Il corpo dell'attrice porta il segno di un altro corpo, l'impronta di un altro essere, ora assente, e sul ricordo di quella presenza, agisce. La lingua dell'attrice in scena sprofonda in un linguaggio essenziale ispirato all'opera di Agota Kristof, scrittrice che ci ha accompagnato nella creazione di altri due precedenti lavori. In scena l'attrice attraversa il tempo mitico dell'infanzia, l'adolescenza come momento di perdita della spensieratezza e insieme di scoperta della propria vocazione, la fuga dal proprio paese di origine, il difficile apprendimento di una lingua straniera, la scrittura.

 

Teatro Patalò è composto da attori professionisti che condividono una visione di pratica e di studio dell'arte dell'attore e della scena. Costituitosi nel 2006, ha realizzato spettacoli con diverse formazioni e regie, con particolare attenzione alla ricerca drammaturgica. L'attività di produzione e distribuzione della Compagnia si svolge con il contributo della Regione Emilia-Romagna.

 

Patalò è un'espressione colloquiale che può significare “stare con le zampe nell'acqua”, intendendo il teatro, nelle parole di Kantor, come il luogo che svela, come un segreto guado nel fiume, le orme del passaggio “dall'altra sponda” alla nostra vita.



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