Faenza: al bar Linus ultimo incontro della rassegna Poetry con Monica Guerra e Gianfranco Lauretano

Mercoledì 20 Dicembre 2017 - Faenza
Gianfranco Lauretano e Monica Guerra

Giovedì 21 dicembre alle 20.45

Giovedì 21 dicembre alle ore 20.45 si terrà l’ultimo incontro letterario dell'anno 2017 per la rassegna #POETRY. Al bar Linus di Faenza Flavio Almerighi e Aurea Bettini dialogheranno con due poeti della Romagna: Monica Guerra (co-organizzatrice #POETRY) e Gianfranco Lauretano. I due autori, condividendo un grande amore per la Russia e per la sua letteratura, leggeranno versi che nel corso degli anni hanno dedicato proprio a questo paese. 


I testi di Monica Guerra sono tratti dalla pubblicazione Sotto Vuoto, mentre il poeta Gianfranco Lauretano presenterà alcuni inediti. Dal cuore della Romagna si viaggerà verso Mosca, sulle musiche di Simone Cattani. Open Mic in coda.

BIOGRAFIA

Gianfranco Lauretano è nato nel 1962, vive e lavora a Cesena. Gli ultimi volumi di poesia pubblicati sono, Preghiera nel corpo (NCE, Forlì 1997 – ristampa: Ellerani, Trieste 2011), Occorreva che nascessi (Marietti, Milano 2004), Racconto della Riviera (Raffaelli, Rimini 2012), Di una notte morente (Raffaelli, Rimini 2016), Rinascere da vecchi (Puntoacapo, Alessandria 2017). Sue traduzioni dal portoghese e dal russo sono pubblicate su antologie e, in volume, Il cavaliere di bronzo di Aleksandr S.Puškin (Raffaelli, Rimini 2003) e la raccolta La pietra di Osip Mandel’štam (Il Saggiatore, Milano 2014). Svolge attività di critica letteraria su periodici e quotidiani. Ha curato, tra l’altro, i volumi monografici La traccia di Cesare Pavese, (Rizzoli, Milano 2008), Incontri con Clemente Rebora (Rizzoli, Milano 2013), Guido Gozzano. Il crepuscolo dell’incanto (Raffaelli, Rimini 2016). Dirige la rivista di arte e letteratura “Graphie” edita da Il Vicolo, Cesena.
www.gianfrancolauretano.it

Diario russo

Posso dire molte cose nuove

Posso dire molte cose nuove
di aver fumato il sigaro
nella casa di Tolstoj
e recitato qualche frase di Čechov
sulla sua veranda
e pregato dove Zosima è sorto
dalla preghiera stessa di Fëdor
Michajlovič Dostoevskij.

Ma più di tutto amo dire
che la Russia mi ha tenuto a braccetto
nella passeggiata notturna di Mosca
parlandomi finalmente di sé
e sono ritornato a capire
che non sono solo, non lo sono mai stato
che basta un volto stanco che mi guarda
per rompere ogni velo.

G. Lauretano - www.gianfrancolauretano.it



Monica Guerra
è nata a Faenza il 4 ottobre 1972. La sua pubblicazione Sotto Vuoto (Il Vicolo, 2016) ha vinto il Premio Letterario Giovane Holden 2017. Nello stesso anno l’autrice ha ottenuto il Premio Gutenberg intitolato a Luciana Notari, categoria inediti.
Semi di sé (Il Ponte Vecchio, 2015) seguiva la precedente pubblicazione Raggi di Luce nel Sottosuolo - primo classificato al Premio Letterario Biennale dei Monti Lepini - e il saggio intitolato Il respiro dei luoghi, scritto a quattro mani con il sociologo Daniele Callini (Il Vicolo 2014). L’autrice ha ottenuto negli anni diversi riconoscimenti e menzioni speciali - Premio Dino Campana, San Domenichino, Salvatore Quasimodo, Città di Martinsicuro - i suoi testi sono presenti all’interno di antologie e collabora con alcune riviste letterarie. Si occupa di formazione e apprendimento presso istituti pubblici e privati ed è fervente promotrice di eventi culturali sul territorio, tra i quali #POETRY a Faenza. 


La bellezza

(Mosca - Maximus)
Mosca che sfoca in una prima
periferia il caffè all’angolo dell’Andriaka il kharcho
che fuma una nostalgia
un non so che di Chianti nell’aria
dalla cucina per gli “Italianskij”
Celentano che detona
sull’altopiano dei bicchieri
e noi stranieri, a casa,
in un folto di neve
tutta la bellezza
il cuore che mulina.

Monica Guerra -  www.monicaguerra.it



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