Faenza: due gli Ordini del Giorno approvati dal consiglio comunale

Giovedì 21 Dicembre 2017 - Faenza

Il Consiglio Comunale di Faenza, che si è riunito lunedì 18 dicembre, ha approvato due diversi OdG: l’Ordine del Giorno "Assistenza ospedaliera dei pazienti affetti da sclerosi laterale amiotrofica (Sla) e strutturazione del percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale della persona affetta da Sla (Pdta Sla)", votato all'unanimità, e l’Ordine del Giorno "Trattato economico e commerciale tra Unione Europea e Canada, per l’apertura di un confronto sulle ricadute del trattato a livello locale e per sollecitare il coinvolgimento dei comuni e degli altri enti locali", approvato a maggioranza.

 

ORDINE DEL GIORNO

"ASSISTENZA OSPEDALIERA DEI PAZIENTI AFFETTI DA SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA (SLA) E STRUTTURAZIONE DEL PERCORSO DIAGNOSTICO-TERAPEUTICO-ASSISTENZIALE DELLA PERSONA AFFETTA DA SLA (PDTA SLA)"

 

 

Premesso che

• la Sclerosi Laterale Amiotrofica (di qui in poi “SLA”) è una malattia neurologica rara e degenerativa che colpisce le cellule cerebrali addette al controllo dei muscoli, compromettendo progressivamente ed irreversibilmente i movimenti della muscolatura, sino a compromettere la sopravvivenza dell’individuo;

• si calcola che i malati di SLA siano una quarantina nella Provincia di Ravenna.

 

Premesso altresì che

• un malato di SLA necessita di un'assistenza 24 ore al giorno;

• non esistono tuttora dei percorsi codificati (PDTA) che prendano in carico i pazienti con questa patologia nella sua interezza in ambito intra ed extra-ospedaliera.

 

Considerato che

• l'Ospedale di Faenza risulta essere il centro di riferimento provinciale per la presa in carico di queste persone e delle loro famiglie;

• l'associazione AssiSLA Onlus è stata negli ultimi diciotto mesi più volte rassicurata sul fatto che questo centro potesse rappresentare riferimento per la Provincia con la definizione di un Percorso Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale della persona affetta da SLA (PDTA SLA).

 

Preso atto che

• tuttora il PDTA SLA non è stato strutturato e che il permanere di tale situazione ha determinato e determina disagi nel percorso assistenziale del paziente affetto da SLA.

 

CHIEDE

• la convocazione della Commissione Consiliare V “Servizi sociali e sanità” alla presenza del Direttore Sanitario dell'AUSL Romagna, del Direttore dell'Ospedale di Faenza e del Presidente di AssiSLA Onlus.

 

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

• ad attivarsi affinché l'Ausl Romagna garantisca un'adeguata assistenza ai malati di SLA con percorsi strutturati;

• ad attivarsi con l'Ausl Romagna affinché garantisca l'organico dedicato e appositamente formato, la dotazione di posti letto, le risorse Mediche e Infermieristiche e la strumentazione necessaria a realizzare nei fatti il ricovero dei malati di SLA presso l'Ospedale di Faenza con un coordinamento territoriale strutturato;

• ad attivarsi affinchè l’Ausl Romagna nella Provincia di Ravenna porti a termine il PDTA SLA in fattiva collaborazione con AssiSLA onlus per prendere ugualmente in carico i cittadini residenti nel territorio romagnolo colpiti da SLA;

• ad attivarsi affinché l’Ausl Romagna nella Provincia di Ravenna si doti un case manager che gestisca direttamente le problematiche di questi pazienti e delle loro famiglie al fine di attuare una risposta precisa e strutturata alle loro esigenze;

• ad esplorare la possibilità di sostenere queste famiglie anche attraverso contributi diretti o indiretti.

 

 

ORDINE DEL GIORNO

"TRATTATO ECONOMICO E COMMERCIALE TRA UNIONE EUROPEA E CANADA, PER L’APERTURA DI UN CONFRONTO SULLE RICADUTE DEL TRATTATO A LIVELLO LOCALE E PER SOLLECITARE IL COINVOLGIMENTO DEI COMUNI E DEGLI ALTRI ENTI LOCALI"

 

Premesso che

• il CETA (“Comprehensive Economic and Trade Agreement”, letteralmente “accordo economico e commerciale globale”) è un trattato di libero scambio tra Canada e Unione europea;

• i negoziati che hanno portato alla stesura del CETA sono durati cinque anni, dal 2009 al 2014;

• gli Stati dell’UE e i membri del Parlamento europeo hanno ricevuto il 5 agosto 2014 il testo completo, che è stato quindi reso pubblico in un summit UE-Canada il 26 agosto successivo.

 

Visto che

• il 29 febbraio 2016 la Commissione europea e il Canada hanno annunciato di aver terminato la revisione legale della versione originale dell’accordo, che è stato quindi firmato a Bruxelles il 30 ottobre 2016, mentre per l’Unione europea il trattato è stato approvato dal Parlamento europeo il 15 febbraio 2017;

• il Senato della Repubblica ha recentemente approvato il CETA in Commissione Affari Esteri;

• il Senato della Repubblica nel settembre scorso ha rinviato sine die l’esame della ratifica del CETA;

• il trattato è entrato in vigore in via provvisoria dal 21 settembre scorso.

 

Considerato che

• il CETA tutela solo parzialmente il nostro Made in Italy agro-alimentare: sebbene la situazione attuale non veda nessuna tutela per i prodotti nostrani, nella lista delle denominazioni di origine e indicazioni geografiche protette, ad oggi, all’Italia sono riconosciute solo 41 indicazioni geografiche, a fronte di 288 DOP e IGP registrate, con conseguente rinuncia alla tutela delle restanti 247, lasciando quindi spazio a imitazioni e “Italian sounding”;

• l’accordo CETA prevede la possibilità che dal Canada arrivi grano duro trattato in pre-raccolta con il glifosato, vietato in Italia ma non nell’Unione Europea;

• l’elenco delle denominazioni e origini protette, allegato parte integrante dell’accordo, sarà passibile di future modifiche e integrazioni.

 

Appreso che

• molte delle specialità agroalimentari del nostro territorio con denominazioni di origine e indicazioni geografiche protette ad oggi sono escluse dal trattato, tra cui spiccano ad esempio l’olio extravergine di oliva D.O.P. “Brisighella”, lo scalogno di Romagna I.G.P., la pera dell’Emilia-Romagna I.G.P., lo squacquerone di Romagna D.O.P., la piadina romagnola I.G.P., il vitellone bianco dell’Appennino centrale I.G.P..

 

Raccolti

• i timori di produttori e consorzi locali circa possibili ricadute negative che il CETA potrebbe avere sulle loro produzioni e dunque sulla loro economia.

 

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

• a richiedere al Governo di farsi portavoce, in ogni sede e luogo istituzionale competente e in particolare nelle sedi europee, affinché sia garantita la tutela delle specialità agroalimentari con denominazioni di origine e indicazioni geografiche protette nazionali, con particolare attenzione ai prodotti del nostro territorio ad oggi esclusi dal trattato;

• a richiedere al Governo, con il coinvolgimento degli enti locali, di operare una attenta analisi delle ricadute che l'applicazione provvisoria dell'accordo avrà sui territori, sui produttori (con particolare attenzione ai piccoli consorzi e produttori) e sugli aspetti economici e lavorativi al fine di valutare e indirizzare le operazioni di ratifica dell'accordo stesso;

• a chiedere al Governo di farsi portavoce in sede europea affinché si arrivi ad un maggiore contenuto di informazioni nelle etichette dei prodotti, perseguendo l’obiettivo della cosiddetta “etichetta trasparente”, in modo che vengano esplicitate anche le provenienze delle materie prime ed elaborate utilizzate per la realizzazione dei prodotti finiti. 



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