Incidente sul lavoro a Faenza. Cgil: "inaccettabile che uno studente abbia rischiato la vita"

Mercoledì 27 Dicembre 2017 - Faenza
Foto di repertorio

Il sindacato condanna la morte del lavoratore 45enne e dichiara: "Le norme vigenti e i controlli sono inadeguati. Serve un ripensamento complessivo delle pratiche di alternanza scuola lavoro".

La Cgil e la Flc Cgil di Ravenna hanno espresso nei giorni scorsi grande preoccupazione e ferma condanna per quanto accaduto nell'azienda faentina Sue.co, dove in un gravissimo incidente sul lavoro, ha perso la vita un lavoratore 45enne e uno studente di un centro di formazione professionale, impegnato in uno stage, è rimasto gravemente ferito.

 

"Rinnovando il dolore e la vicinanza ai familiari per l’ennesima vittima sul lavoro - commentano dal sindacato -, desideriamo esprimere alcune riflessioni sia sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, sia sui percorsi di stage e di alternanza scuola lavoro organizzati per gli studenti del sistema di istruzione e della formazione professionale. Questi percorsi non devono mai costituire un momento di insicurezza e di pericolo. E' inaccettabile che uno studente - che avrebbe dovuto agire in un luogo idoneo all’apprendimento ed essere accolto in un contesto formativo di massima sicurezza sotto la guida di un tutor interno e di un tutor aziendale - abbia messo a repentaglio la propria vita".

 

"Con queste premesse - aggiungono -, non ci può essere alcuna realizzazione positiva degli strumenti previsti per far incontrare l’istruzione e la formazione con il mondo del lavoro; soprattutto occorre la consapevolezza della necessità di investire nella formazione sulla sicurezza, oltre che la garanzia che le aziende che ospitano studenti in tirocinio, stage o alternanza, garantiscano l'applicazione di tutte le norme di legge. Siamo costretti per l’ennesima volta a denunciare l'inadeguatezza delle norme vigenti, dei controlli effettuati e la distanza fra il piano delle intenzioni programmatiche e quello delle pratiche reali".

 

"E’ pertanto urgente individuare un quadro nazionale unitario che definisca le caratteristiche delle imprese/laboratori in grado di supportare percorsi di stage e/o di alternanza - precisano -. Anche la legge 107 recentemente introdotta per la scuola non consente di garantire, a causa dell'obbligatorietà del monte ore, le necessarie tutele. Nei percorsi scuola lavoro e nei luoghi di lavoro occorre vigilare e, se il caso, sanzionare le situazioni in cui le regole non vengono rispettate".

 

"La Cgil e Flc Cgil di Ravenna ritengono non più rinviabile un ripensamento complessivo delle pratiche di alternanza scuola lavoro - concludono -, per garantire agli studenti in formazione strumenti e metodologie didattiche che permettano l’acquisizione, lo sviluppo e l’applicazione di competenze specifiche previste dai profili educativi culturali e professionali dei diversi corsi di studio, articolati secondo criteri di gradualità e progressività che rispettino il loro sviluppo personale e culturale in relazione alla loro età".



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