Incidente mortale sul lavoro a Faenza, Fiom Cgil: "Sul fronte sicurezza serve una svolta culturale"

Venerdì 29 Dicembre 2017 - Faenza
Immagine di repertorio - Lavoro

"Il fatto che insieme a Liverani vi fosse un 18enne impegnato in uno stage, non fa altro che aprire ulteriori riflessioni che riguardano il corretto utilizzo di queste forme di inserimento nei luoghi di lavoro" dichiara l'organizzazione

Fiom Cgil Ravenna esprime, in una nota scritta, le proprie considerazioni sul tragico incidente accaduto il 21 dicembre scorso nell'azienda faentina Sue.co, dove ha perso la vita un lavoratore 45enne e uno studente di un centro di formazione professionale, impegnato in uno stage, è rimasto gravemente ferito. "In questi giorni abbiamo letto molte dichiarazioni riguardo il tragico incidente mortale del 21 dicembre. Come Fiom abbiamo preferito prenderci qualche giorno di tempo e incontrare la direzione aziendale della Turchi Impianti, prima di rilasciare nostre dichiarazioni" dichiara Fiom Cgil Ravenna.


"Innanzitutto, ci preme fare le più sentite condoglianze alla famiglia di Giovanni Liverani, ed esprimere i nostri auguri di una pronta guarigione al ragazzo che si trova ancora ricoverato all’ospedale di Cesena. L'azienda - continua - ci ha riferito che pur all’interno di un quadro clinico critico, le condizioni del ragazzo manifestano un apprezzabile miglioramento."

"Di quanto accaduto sarà la magistratura ad accertarne eventuali responsabilità - specifica Fiom Cgil- ,ma anche questo infortunio mortale si andrà ad aggiungere ai tanti che accadono ogni anno nel nostro paese. Tutto questo ci porta ad un’amara considerazione di carattere generale e cioè che la cultura sulla sicurezza e sulla tutela della salute dei lavoratori è tutt’altro che diffusa e condivisa. Certo non possiamo definirci un paese privo di leggi e norme in materia. Ma tutto ciò non basta. Sappiamo bene come sul tema sicurezza vi siano realtà molto diverse tra loro ed è per questo che non ci piace generalizzare."

"Ma ci sentiamo in dovere di dire che sono troppi gli infortuni mortali che accadono nei luoghi di lavoro e che solo per caso o per fortuna, infortuni gravi non si trasformano in tragedia. Non possiamo continuare a stringerci di fronte al dolore dei famigliari delle vittime e allo stesso tempo, dal giorno dopo, continuare a lavorare come se a nulla fosse servita quella lezione. La sicurezza osservata in maniera meticolosa - commenta - non può diventare per molti un costo, un fastidio o un ostacolo che non permette di rispettare i tempi dettati dalla competitività e dalla produttività. Il fatto poi che insieme a Liverani vi fosse un ragazzo di appena 18 anni impegnato in uno stage, non fa altro che aprire ulteriori riflessioni che riguardano anche il corretto utilizzo di queste forme di inserimento nei luoghi di lavoro. Anche su questo saranno le indagini in corso ad evidenziare eventuali responsabilità a carico dell’impresa o della scuola."

"A conferma di quanto sopra, riportiamo - aggiunge Fiom Cgil Ravenna - che nel solo mese di dicembre un altro infortunio è accaduto alla Cat di Fognano ed un altro ancora alla Ori di Granarolo Faentino. In un lasso di tempo molto ristretto, nel territorio faentino, abbiamo assistito ad un preoccupante aumento di gravi e gravissimi infortuni sul lavoro, il cui bilancio poteva essere ben più pesante."

"Luoghi di lavoro sicuri - conclude - sono una sicurezza per tutti, studenti e lavoratori. Ma per arrivare a questo, c’è ancora molto lavoro da fare sul piano dei controlli, delle sanzioni e soprattutto sul piano culturale. La Fiom non se la sente di dire Mai Più, troppe volte lo abbiamo sentito dire. Noi chiediamo di accertare le responsabilità in questo, come in altri casi, e invitiamo ognuno nel proprio ruolo e nelle proprie funzioni a contribuire per cambiare questa situazione inaccettabile."



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