Università di Bologna e Polo di Tebano: un premio di studio in memoria di Massimo Scannavini

Mercoledì 3 Gennaio 2018 - Faenza
Massimo Scannavini

L’Università di Bologna, grazie al contributo di Terre Naldi, istituisce il Premio di studio “Massimo Scannavini”, destinato a laureati che abbiano discusso la tesi presso la Scuola di Agraria e Medicina Veterinaria dell’Università di Bologna dal 1° gennaio 2015 al 31 luglio 2017. Il premio consiste in una somma di 3.000 euro e alla possibilità di effettuare uno stage facoltativo di tre mesi presso il Centro di saggio di Tebano, sede di lavoro del dottor Scannavini per quasi trent’anni, dove lo studente potrà migliorare la sua formazione pratica nel settore della difesa delle colture. 

 

Il premio verrà assegnato ad un laureato che abbia discusso una tesi su argomenti riguardanti le “Avversità fitosanitarie e protezione delle colture agricole”. Il premio sarà assegnato alla migliore tesi di laurea, o laurea magistrale, da una Commissione giudicatrice composta da due rappresentanti nominati dal Consiglio della Scuola di Agraria e Medicina Veterinaria, un rappresentante individuato da Agenzia per la Sperimentazione Tecnologica e la Ricerca Agroambientale (Astra), uno nominato dal Servizio Fitosanitario regionale e uno nominato dal Polo di Tebano. La Commissione sarà presieduta dal dottor Edison Pasqualini, esperto nel settore “Entomologico”.

La domanda di partecipazione al concorso dovrà essere presentata entro il 18 gennaio 2018 esclusivamente accedendo all’applicativo “studenti online” del sito web dell’Università di Bologna. Per essere assistiti nella compilazione online della domanda, gli studenti possono rivolgersi telefonicamente all’Help Desk allo 051.2099882 dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17, o possono inviare un’email a help.studentionline@unibo.it. La cerimonia di conferimento del premio avverrà il 31 gennaio 2018 presso il Polo di Tebano.

 

Scomparso il 31 gennaio 2017, Massimo Scannavini per quasi trent’anni ha lavorato a Tebano. Uomo capace, professionale, appassionato, ma soprattutto mite, sapeva dare molto e sapeva ascoltare, dote rara. Entrava nella vita delle persone in punta di piedi, senza irruenza, e senza accorgersene le coinvolgeva in un rapporto che andava oltre il lavoro.



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