Reddito di Inclusione (Rei): dopo il primo mese le considerazioni di Forza Italia Emilia Romagna

Giovedì 4 Gennaio 2018

Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto legislativo n. 147/2017 ha preso il via ufficiale dal 1° dicembre 2017 la possibilità di richiedere il Reddito di Inclusione (REI), la nuova misura unica di contrasto alla povertà destinata a nuclei familiari con Isee non superiore a 6 mila euro.

Da gennaio 2018 il sostegno all’inclusione attiva (Sia) e l’assegno di disoccupazione (Asdi) per i disoccupati a fine Naspi verranno sostituiti dal nuovo Rei quindi non si amplia la platea ma semplicemente si sostituisce con un altro nome lo stesso diritto. Coloro che stanno già beneficiando del Sia potranno continuare a percepire il relativo beneficio economico per tutta la durata e secondo le modalità previste oppure chiedere la trasformazione in Rei, se in possesso dei requisiti richiesti per la nuova misura. La richiesta va presentata dagli aventi diritto al proprio Comune di residenza o ai punti di accesso indicati dai Comuni stessi a partire dal 1° dicembre 2017.

Coloro che hanno effettuato la richiesta del Rei nel mese di dicembre 2017 e non risultino già beneficiari del Sia dovranno aggiornare l’Isee entro il termine del primo trimestre 2018. In sostanza il Dottor Cristiano Calori, coordinatore provinciale dipartimenti di Parma, e l’Onorevole Elio Massimo Palmizio, coordinatore regionale di Forza Italia, puntano il dito sull’iniziativa che definiscono semplicemente uno spot pre-elettorale. I contributi che il Rei va a sostituire sono la Sia (sostegno inclusione attiva) e l' Asdi, una sorta di contributo per coloro che sono ancora in stato di disoccupazione al termine del periodo di disoccupazione vera (Naspi).

“Si è semplicemente cambiato il nome da parte del Governo – dice Cristiano Calori - per dare una notizia in periodo di campagna elettorale. Creando però un disagio: infatti il problema che sta emergendo é che i Comuni non sono assolutamente pronti a ricevere la moltitudine di persone che si stanno recando negli uffici per depositare la domanda. Quindi chiedono ai Patronati, di cui faccio parte di farsi carico della raccolta, servizio che offriamo ma che non compete in nessun modo ai patronati”.

“Grazie alla competenza del Dottor Cristiano Calori abbiamo cercato di sintetizzare  – dichiara l’Onorevole Elio Massimo Palmizio - i requisiti base per la richiesta del Rei in modo da renderli comprensibili a tutti ma si è evidenziato come le maglie per accedere al contributo siano davvero strette e come probabilmente coloro che ne avranno facoltà saranno come spesso avviene extracomunitari, dal momento che non vi è un requisito legato agli anni di residenza in Italia, il tutto a discapito dei nuovi poveri di origine italiana”.

Requisiti del nucleo familiare

Come requisito viene richiesta l’appartenenza a nuclei familiari:

- con almeno un figlio minorenne;

- con un figlio con disabilità (anche se maggiorenne);

- con una donna in stato di gravidanza;

- con una persona di 55 anni o più in condizione di disoccupazione.

Requisiti reddituali e vincoli.

Sono inoltre richiesti:

- una soglia ISEE non superiore a 6 mila euro;

- una soglia di accesso, ISRE, non superiore a 3 mila euro;

- un valore patrimoniale, escludendo l’abitazione principale, non superiore a 20 mila euro;

- un valore mobiliare non superiore a 10 mila euro (che scende a 8 mila euro se si tratta di una coppia e 6 mila se persona singola);

- nel nucleo familiare non vi deve essere alcun soggetto percipiente Naspi o altra forma di ammortizzatore sociale;

- nessun familiare del nucleo deve possedere un autoveicolo immatricolato per la prima volta nei precedenti 24 mesi dall’invio della richiesta ad eccezione dei autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità;

- nessun componente della famiglia deve essere intestatario a qualunque titolo o avente piena disponibilità di navi e imbarcazioni da diporto di cui all’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171. 



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