Danni all'agricoltura causati dai cinghiali. Manuela Rontini (PD): "Inserire presto la braccata"

Venerdì 8 Febbraio 2019 - Faenza
Manuela Rontini

"È urgente aumentare l’efficacia dei piani di controllo, per limitare i danni provocati dai cinghiali alla nostra agricoltura”: lo sostiene la consigliera regionale Pd Manuela Rontini, prima firmataria di una interrogazione sul tema sottoscritta anche dal collega Gian Luigi Molinari. Nell’atto ispettivo i dem chiedono di inserire la braccata tra i metodi di caccia previsti nei piani di controllo e di modificare il regolamento ungulati, dando la possibilità di utilizzare un maggior numero di cani durante la caccia in girata.


“Sarebbe inoltre necessario - sottolineano nell’interrogazione - adottare il principio della soglia del danno tollerabile, cioè fissare un limite preciso oltre il quale non sia possibile andare”.

“Le nostre richieste - spiega Rontini - intendono dare ulteriore efficacia ai provvedimenti già in atto da parte della Regione, perché è innegabile l’urgenza di questo problema: l’eccessiva proliferazione dei cinghiali non è più in equilibrio con l’ambiente e, inevitabilmente, crea danni. Da qui la necessità di riportarli ad un numero compatibile rispetto a quanto l’ambiente naturale e agricolo sono in grado di sopportare”.

Per arrivare a questo risultato, nel dispositivo i consiglieri Pd chiedono alla Giunta di sapere “se intenda inserire il metodo della braccata che, seppure in apparenza possa sembrare più impattante della girata, è più efficace per riportare, in una sola battuta, il numero dei cinghiali al di sotto della soglia entro la quale risultano dannosi”. “Negli ultimi anni - osserva la consigliera faentina - la nostra Regione ha messo in campo alcune importanti azioni per contrastare la diffusione eccessiva degli ungulati e, di conseguenza, limitare i problemi all’ambiente, alle attività agricole e alle altre attività umane, compresi i sempre più frequenti incidenti stradali”.

Ne sono prova l’ampliamento del periodo in cui viene praticata la caccia ‘di selezione’ ad 11 mesi l’anno e l’estensione delle giornate in cui possono essere praticate le braccate e le girate che, con l’approvazione dell’ultimo Calendario venatorio regionale, sono passate da 3 a 5 alla settimana”. Per quanto riguarda il tema del risarcimento agli agricoltori, dopo un lungo confronto con la Commissione europea, “abbiamo ottenuto, prima e unica Regione in Italia - sottolineano - la possibilità di risarcire le aziende al 100% anche per danni di importo superiore al tetto massimo di 15.000 euro su tre anni, stabilito dal regime de minimis”.

“Confidiamo – conclude Rontini - in una revisione e un aggiornamento delle strategie per ottimizzare, nell’immediato, l’efficacia del prelievo venatorio con particolare riguardo alle aree caratterizzate da colture sensibili di pregio e alle aree che gli strumenti di pianificazione faunistica definiscono non vocate alla presenza degli ungulati, ed in particolar modo del cinghiale”.

Commenti

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  • La responsabilita' di questa situazione e' solo dei cacciatori, che hanno introdotto capi provenienti dai Paesi dell'Est, molto piu' prolifici di quelli autoctoni. Ora ne fa le spese tutta la collettivita', anche in termini di sicurezza personale durante le mal gestite battute di caccia.

    08/02/2019 - luciano

  • Gli indennizzi dovrebbero essere a carico dei cacciatori che hanno importato specie di animali non adeguate al territorio, per il loro vantaggio esclusivo.

    08/02/2019 - luigi

  • Vorrei chiedere alla Sig.ra Rontini se si e' mai trovata coinvolta nella girata o nella braccata come e' capitato al sottoscritto, intento al lavoro nel suo campo. Conosce il fischio delle palle da cinghiale, quando passano a pochi metri? Le consiglio di fare la prova.

    08/02/2019 - sandro

  • Mi sembra un'ottima idea, eliminare un numero significativo di questi esemplari sarebbe auspicabile, considerati i danni che provocano alle colture, chi paga poco importa, è da fare

    09/02/2019 - gabriele

  • I proclami della Rontini spesso si sgonfiano nei fatti reali. Se hai problemi con i cinghiali puoi adottare un lupo, ma uno vero, e non un cane qualunque che viene spacciato per lupo dai cacciatori, vedrai che risolvi. Per quanto mi riguarda io non ho problemi con i cinghiali e non sono disposto a contribuire.

    10/02/2019 - stefano

  • Giusto, si rivolga a chi ha creato questa situazione, introducendo dall'estero non solo i cinghiali, ma anche lepri, fagiani e nutrie, a cui viene addebitata ingiustamente la responsabilita' di rotture degli argini fluviali. Meglio verificare se esiste una qualche manutenzione, quasi sempre assente.

    10/02/2019 - anton



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