Centenario di Confcooperative. 150 cooperatori di Ravenna e Rimini all’udienza dal Papa

Giovedì 14 Marzo 2019
Francesco Milza, presidente regionale di Confcooperative, e il Papa

Insieme a loro anche il Vescovo di Faenza-Modigliana Mario Toso

Sono circa 150 i cooperatori di Ravenna e Rimini che sabato 16 marzo saranno ricevuti in udienza da Papa Francesco in Vaticano, nell’ambito delle celebrazioni per il centenario di Confcooperative, organizzazione fondata il 14 maggio 1919 con il nome di “Confederazione Cooperativa Italiana”. Ad accompagnarli ci sarà anche una delegazione di vescovi della Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna della quale fa parte anche il Vescovo di Faenza-Modigliana Mario Toso. 

Guidati dal presidente nazionale Maurizio Gardini i cooperatori saranno ricevuti dal Pontefice nell’Aula Paolo VI alle ore 12. Prima del suo atteso discorso, Papa Francesco ascolterà le storie di coloro che hanno trovato nell’impresa cooperativa uno strumento mutualistico e solidale per ricreare lavoro anche in situazioni di crisi, contribuendo a ridare dignità a persone, famiglie e comunità.

 

«A quattro anni di distanza dalla prima udienza in Vaticano, torniamo a incontrare Papa Francesco per un’occasione unica come i 100 anni della nostra Organizzazione a livello nazionale – dichiara Francesco Milza, presidente regionale di Confcooperative che sarà in Vaticano insieme ai circa 900 cooperatori in partenza dall’Emilia Romagna-. E’ ancora ben vivo in noi il ricordo di quanto ci disse il Santo Padre nel 2015 su emergenza lavoro, giovani, cultura dello scarto, giustizia sociale, beni comuni e false cooperative. In particolare, ci colpì molto una frase che ci siamo portati dietro in questi anni e che abbiamo provato a fare nostra: ‘In cooperativa uno più uno fa tre’. Siamo davvero felici di poterlo incontrare di nuovo e proprio in occasione della nostra festa più importante, quella dei 100 anni; siamo pronti a farci ispirare dalle parole del Papa per continuare a coltivare quei valori di mutualità e solidarietà che 100 anni fa hanno mosso i nostri padri fondatori».



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