Elezioni europee. Padovani (Ln): "Dipendenti UE in pensione a 55 anni: via i privilegi alla casta"

Martedì 14 Maggio 2019 - Faenza
Gabriele Padovani

“Lo sapevate che i dipendenti dell'Unione europea vanno in pensione a 55 anni? - informa il faentino Gabriele Padovani, candidato leghista all'Europarlamento nella circoscrizione del Nord Est - Sapevate anche che gli ex commissari dell’Unione europea continuano a percepire un’indennita’ mensile pari al 65% del vecchio stipendio (svariate migliaia di euro netti al mese) come “compenso transitorio” per favorire il loro reinserimento nel mondo del lavoro? Da ultimo, sapevate che nel 2016 l’immensa macchina è costata ai cittadini contribuenti ben 9,2 miliardi di euro? Se è vero che termini come rigore, austerità, controllo dei conti, sono divenute familiari anche a chi non mastica di politica ed economia è anche vero che non tutti conoscono i costi e, soprattutto, gli sprechi dell’elefantiaca macchina suddivisa tra Bruxelles, Strasburgo e il Lussemburgo”.  

 

Padovani fa i conti in tasca all'Unione europea di oggi, dichiarando apertamente che “questa Europa è a un bivio tra continuare a fare orecchie da mercante o finalmente dare un segnale di solidarietà ai cittadini europei, ai quali vengono costantemente richiesti sacrifici”. “Sia chiaro – spiega l'eurocandidato del Carroccio -: se in punta di diritto, “tutti questi privilegi” sono regolari, vien da sé questi numeri assumono i contorni dello scandalo, in un momento storico come l'attuale in cui in tutti i paesi della Ue viene chiesto ai cittadini di stringere i cordini della borsa”.

 

Per Padovani siamo al cospetto di “un tale spreco dei soldi dei contribuenti che, se da una parte alimenta rabbia, indignazione e sfiducia nell’Europa, dall'altro rappresenta il simbolo dell'arroganza di chi viene a rompere le scatole a noi mentre “in casa loro” si permettono di fareciò che vogliono”. “E' bene che attraverso il voto del 26 maggio prossimo i cittadini siano consapevoli che possono (e devono) cambiare questa Europa, oggi a trazione franco-tedesca, per consentire all'Italia di rialzare la testa nel panorama internazionale e battere i pugni sui banchi di Bruxelles e Strasburgo, affinché anche le politiche comunitarie comincino a valorizzare quel brand straordinario che è il Made in Italy” conclude il candidato del Carroccio.

Commenti

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  • Questo ragionamento non quadra: la "casta europea" come la chiama lui non è una lobby "che viene a rompere le scatole a noi" perché gli stiamo antipatici. È un apparato, in cui lavorano cittadini di tutta Europa, un sistema che ha dei costi che possono essere ridotti (idea che hanno tutti in Europa, dagli italiani ai polacchi ai tedeschi). La "trazione franco_tedesca" è la conseguenza dell assenza dell Italia, complice l isolamento in cui i camerati del nostro padovani ci hanno spinto, sono loro che ci hanno messo in un angolo. Quindi invece di blaterare di battere pugni sul tavolo, meglio impiegare le energie per riannodare i fili del dialogo...

    14/05/2019 - Francesco

  • Ma costui sa che alla Commissione Europea,che opera per 28 paesi, lavorano circa 32.000 persone (tra personale permanente e temporaneo) e che solo Roma capitale ha 23mila dipendenti? La Sicilia ne ha 17.000 mentre l'Emilia....non si sa..? Se costui non è d'accordo con l'Europa perchè si candida alle Europee? Gli fanno gola i circa 8000€ al mese di soldi nostri?

    15/05/2019 - Carlo

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